Kenya

Safari: come prepararsi al meglio! Consigli e suggerimenti…

24 Mar , 2017  

Al nostro rientro dal Kenya, in tantissimi ci avete chiesto un po’ di tutto sulla straordinaria esperienza dei safari… motivo per cui abbiamo deciso di scrivere un articolo un po’ più tecnico e dettagliato, con alcuni suggerimenti utili.

Il safari crea una piacevole “dipendenza da natura”… pensate che già pochi giorni dopo essere rientrati in Italia eravamo già intenti a vagliare nuovi itinerari africani e parchi da visitare! Quando anche voi tornerete a casa, per quante foto avrete fatto, vi resterà la sensazione di non essere comunque riusciti a catturare tutto della vostra straordinaria esperienza: noi abbiamo riempito un hard disk intero con migliaia di immagini e clip video, ma la percezione è stata comunque questa.

Prima di addentrarci nei dettagli, quindi, il consiglio di base è quindi quello di prepararvi mentalmente a cogliere ogni istante degli incontri ravvicinati che potreste avere con gli animali, immortalandoli con abbondanza di fotografie e video… senza però mancare di gustarvi “live” il momento!

In poche parole, approcciate in modo attivo, il safari, con entusiasmo… quello che da bambini vi faceva sentire eccitati ed “affamati” di emozioni ogni volta che iniziava una nuova avventura…

Abbigliamento:

Pantaloni – Magliette – Felpa
Durante il giorno le temperature sono calde (motivo per cui è bene avere t-shirt o camicie a manica corta) ma la mattina all’alba e all’imbrunire possono scendere rapidamente. In Gennaio al Maasai Mara al mattino presto eravamo intorno ai 12/15 gradi: una felpa calda e un pantalone lungo, pur leggero, erano particolarmente graditi.

Per farvi un’idea, come ausilio per i safari del mattino presto, sul nostro fuoristrada era disponibile una copertina per ogni posto a sedere… anche questa particolarmente gradita perchè l’auto era aperta e, il secondo giorno, facendo un tragitto un po’ più lungo per andare a fotografare il ghepardo, il frescolino si è fatto particolarmente sentire!

Abbiamo preferito tenere i pantaloni lunghi anche per una maggiore protezione da zanzare e mosche che, comunque, quando siamo andati noi non erano così numerose e fastidiose come immaginavamo. Una buona idea, a nostro avviso, può essere quella di indossare i pantaloni doppio uso (corti / lunghi) con le cerniere che permettono, se nelle ore centrali il caldo è eccessivo, di staccare la parte sotto il ginocchio.

Se osservate il colore degli indumenti di chi fa spesso safari, noterete che è chiaro, beige o kaki. I colori accesi a quanto pare attirano gli insetti… e se vestite di scuro, avete più caldo quando il sole si alza nel cielo. La mimetica, a quanto abbiamo capito, è inopportuna perchè identificativa dei ranger e degli organi militari.

Scarpe
Per quanto riguarda le scarpe, consigliamo quelle alte da trekking se nel vostro programma decidete di includere l’esperienza del walking safari, ma in generale vanno bene quelle da ginnastica. Si, certo, i Maasai girano con i sandali… ma voi vi sentirete più confortevoli con un paio di scarpe comode e chiuse.

Cappello e occhiali da sole
Il copricapo è davvero fondamentale. Meglio se avete quello largo tipico da safari perchè fa più ombra e mantiene più fresco il collo e le spalle. Il sole africano batte in testa anche in momenti del giorno dove la temperatura non è poi così alta.

Anche gli occhiali da sole sono importanti, meglio se con colorazione che aumenta i contrasti, così da facilitarvi nell’avvistamento degli animali.

Profilassi e accortezze sanitarie:

Per prima cosa controllate sul sito ViaggiareSicuri se per il Paese che intendete visitare sono richieste particolari vaccinazioni o profilassi da seguire. Il nostro suggerimento è anche di informare il vostro medico di famiglia chiedendo a lui eventuali consigli.

In Kenya non era necessaria alcuna vaccinazione e il nostro medico di base ci ha suggerito di non fare nulla, se non portare con noi un farmaco con funzione disinfettante e antibiotica per eventuali problematiche intestinali. Bisogna tenere conto che in ogni viaggio distante da casa siamo esposti a batteri diversi da quelli con cui il nostro organismo è solito confrontarsi, motivo per cui potremmo soffrire di qualche disturbo.

Per ridurre al minimo le possibilità di incappare in qualche infezione, i consigli che abbiamo seguito alla lettera sono stati di:

  • non bere MAI acqua se non in bottiglie perfettamente sigillate;
  • non usare l’acqua di rubinetto neppure per lavarsi i denti. Usare invece le bottigliette di acqua sigillata.
  • in generale evitare di mangiare verdure crude (ce le siamo concesse solo in ristoranti e strutture che ci ispiravano)
  • mai frutta con la buccia
  • mai carne o pesce crudi
  • utilizzare frequentemente un gel disinfettante per le mani

Viaggiare leggeri:

E’ sia una necessità pratica che il corretto approccio all’esperienza safari.

Generalmente si permane in un campo tendato o in un lodge solo per qualche giorno, al massimo per una settimana: non vi servirà quindi molta roba. Inoltre, se per voi viaggiare significa anche entrare nello stile di vita che il viaggio ispira, allora il carattere un po’ spartano ed avventuroso del safari vi suggerirà di portare con voi l’essenziale per ciò che concerne abbigliamento ed effetti personali.

Se prendete un “light flight” da Nairobi o da altre zone del Kenya, viaggiare leggeri è anche necessario per via dei limiti di peso dei vostri bagagli: 15kg in totale tra bagaglio da stiva e bagaglio a mano. Tenete anche presente che, a quanto abbiamo capito, le valigie rigide non sono ammesse: da utilizzare bensì sacche, borsoni e zaini. Se arrivate dall’Italia con le valigie rigide, negli aeroporti da dove decollano i “light flights” (nel nostro caso l’aeroporto Wilson di Nairobi), vi sono dei depositi bagagli sicuri e generalmente gratuiti.

Cellulari, chiamate e dati:

Portate via un telefono in più, su cui ionserire una scheda locale.

In Kenya abbiamo acquistato una sim della Safaricom che si è rivelata utilissima: qualche euro per la scheda e 10€ di ricarica per 3Gb di traffico dati incluso. La scheda è operativa da subito. Le chiamate interne al Paese costano pochissimo e la rete 3G funziona quasi dappertutto… anche in luoghi dove ti aspetteresti il fatidico “nessun servizio”.

Un po’ in tutte le strutture di buon livello avrete la WiFi ma secondo noi disporre anche di una connessione autonoma, a questi costi, è un vantaggio irrinunciabile…

Per le chiamate internazionali verso l’Italia, invece, i costi sono simili a quelli praticati da alcuni operatori telefonici italiani. Come per qualsiasi altro Paese nel mondo, è bene informarsi preventivamente per operare la scelta più economica.

Materiale fotografico ed altri accessori:

Una domanda che ci è stata rivolta più volte è se il cellulare è sufficiente per fare delle belle foto durante il safari. Pur tenendo conto che oggi le fotocamere degli smartphone hanno caratteristiche impensabili solo qualche anno addietro, ci verrebbe proprio di dire di no… ma la risposta più giusta è che dipende da che foto vuoi portarti a casa…

Un falco che si apposta su un ramo alto di un albero o un branco di elefanti che guada il fiume in lontananza o ancora degli avvoltoi a guardia di una carcassa li in fondo sull’altura, sono purtroppo a una distanza che un normale cell non riuscirebbe a gestire per catturare una foto pulita e stabile.

Il nostro consiglio è di avere con voi una buona macchina fotografica, con uno zoom piuttosto potente.

Spesso ci chiedete che fotocamera utilizziamo durante i nostri viaggi (e di questo ve ne parleremo in modo più esteso in un blog dedicato) ecco quindi che possiamo indicarvi gli strumenti che ci hanno accompagnato nel nostro viaggio in Kenya.

Per la maggior parte delle foto che avete visto durante la giornata abbiamo utilizzato la Canon Powershot G3x, una macchina fotografica compatta eccezionalmente bella per il suo zoom 83X, mentre per le foto in momenti di scarsa luce e per tutti i nostri video/vlog giornalieri abbiamo usato la nostra inseparabile Canon G7x Mark II, insostituibile nei video perchè gestisce molto bene i cambi di luce repentini ed ha un obiettivo molto ben stabilizzato. E’ ovviamente molto più leggera della G3x, quindi può essere utilizzata con un monopiede.

Per tutte le riprese in movimento e in acqua, abbiamo utilizzato la GoPro 4 Silver con lo stabilizzatore. Le riprese in auto sono davvero impossibili senza il gimbal!

Altri accessori / dispositivi consigliati sono:

  • schede di memoria in più. Non sottostimate la quantità di foto e video che farete… meglio portare a casa una scheda vuota che non averla quando serve!
  • batterie di scorta. La corrente elettrica non è sempre disponibile 24/24h: in molti campi tendati e lodge è razionata solo in alcune fasce orarie, quindi avere sempre le batterie di ricambio cariche vi eviterà di trovarvi con la macchina spenta proprio nel momento in cui…
  • un altro dispositivo utile è un powerbank sufficientemente potente per ricaricare i cellulari ma anche le batterie della macchina fotografica. Noi ne avevamo due, ciascuno da 20000mA. Entrando nel tecnico, meglio se prevedono la ricarica QuickCharge: per ricaricare un powerbank del genere ci possono volere anche 12 ore consecutive… mentre con la modalità QuickCharge in 4/5 ore avrete il powerbank completamente carico.
  • Monopiede / treppiede / sacchetto di fagioli. Vi possono servire tutti e tre… ma diciamo che quotidianamente vi servirà almeno il monopiede ed il sacchetto di fagioli. Per zoommare ad una certa distanza dovete essere particolarmente stabili ed il monopiede, veloce e pratico da utilizzare, vi sarà d’aiuto. Se l’auto è spenta, lo appoggiate sul bordo del finestrino, sul tetto… ovunque volete e vi darà un prezioso punto d’appoggio. Se l’auto deve restare accesa, invece, le vibrazioni possono essere attutite da una piccola federa riempita di fagioli. Vi appoggiate sopra la macchina fotografica e siccome i tempi di esposizione sono comunque sempre piuttosto brevi, potete scattare delle foto precise e stabili.
  • occhio alla polvere: portate via con voi una pompetta per rimuovere la polvere soffiando aria sulla macchina, oppure una bomboletta di aria compressa adatta allo scopo.
  • utile avere con sé una torcia a led, anche se praticamente tutte le strutture che abbiamo visitato ce le fornivano come corredo della tenda.

Scelta delle strutture, dei Tour e dei servizi:

Cercate di studiare bene la zona dove avete intenzione di alloggiare… noi ad esempio al Maasai Mara siamo stati ultra fortunati a pernottare al Sentinel Mara Camp: nel bel mezzo di un’area ricca di pozze e quindi ricca di animali. La fase di studio, per il Mara, è stat quella più difficoltosa perchè non avevamo riferimenti nella zona per capire dove ci sarebbe convenuto andare.

Se vi affidate ad una tra le tante agenzie serie di safari (noi per lo Tsavo e l’Amboseli ci siamo appoggiati alla Paka Safaris), vi sapranno consigliarvi al meglio per quanto concerne le accomodation.

Arrivati al vostro campo / lodge, potrete scegliere se partecipare a safari di mezza giornata o di una giornata intera. Anche in questo caso, dipende tutto dalla zona in cui vi trovate. Al Sentinel bastava spostarsi di qualche centinaio di metri e si era già in pieno tour fotografico, quindi mezza giornata era vissuta pienamente. Se vi serve un’ora o più per raggiungere le zone più densamente popolate di animali, allora forse dovreste optare per star fuori tutta la giornata.

Avere una guida /driver capace fa la differenza: tra di loro comunicano via radio passandosi parola sugli avvistamenti degli animali. Se il vostro driver è appassionato in ciò che fa, vi farà vivere dei momenti davvero speciali.

Un’altra cosa importantissima da considerare è il tipo di mezzo con cui farete i safari. Non date per scontato il fuoristrada, diversi operatori locali utilizzano dei minivan che, pur essendo più economici di un fuoristrada, risultano anche molto più “scomodi” per fotografare e filmare. Non sottovalutate questo aspetto… dopo un paio d’ore la differenza la sentirete tutta!

Cercate anche, nel limite di tempo a disposizione e budget, di includere attività extra tipo il safari a piedi, la visita ad un Villaggio Maasai e, perchè no, un giro in mongolfiera. Nel nostro pochissimo tempo a disposizione siamo riusciti ad inserire la visita al villaggio Maasai e, credeteci, ne è valsa assolutamente la pena!

Se previsto dal vostro lodge / campo tendato, cercate anche di includere la colazione e/o l’aperitivo serale nel bush: sono entrambe due esperienze straordinarie perchè avrete l’opportunità di scendere dall’auto e sedervi ad ammirare dei paesaggi indescrivibili…!

Ultima ma non meno importante è la visita ai diversi centri di protezione della fauna selvatica, presenti in molte zone: vi sono iniziative a protezione dei ghepardi, dei leoni e di molte specie in pericolo: aumenterà la comprensione del territorio e dell’impatto sia positivo che negativo che possiamo avere sull’ecosistema in generale. In fondo, queste sono anche occasioni per rinforzare e diffondere la cultura di un turismo sostenibile!

In diversi campi tendati,  dal momento in cui scende il buio, verrete scortati durante gli spostamenti da e per le vostre tende da un Maasai… e vale anche per la mattina presto. La sicurezza è al primo posto.. non dimenticate mai dove vi trovate: ospiti nel regno animale che ha le sue regole selvagge e primordiali!

Ricordiamo come fosse ieri la prima notte al Maasai Mara… abbiamo dormito proprio sopra il fiume, con il borbottio degli ippopotami a poche decine di metri da noi e lo strusciarsi di alcuni animali durante la notte sulla nostra tenda… a dir poco suggestivo!

Nella nostra tenda abbiamo trovato un comodo walkie talkie da utilizzare in caso di necessita a qualunque ora.

Durante i Safari:

Riprendendo la questione “auto”, va detto che solo in alcuni parchi dell’Africa è consentita la visita “fai da te” con la propria auto. In Kenya, per noi è stato meglio di no. Abbiamo apprezzato tantissimo l’essere accompagnati (sia al Maasai Mara che allo Tsavo e all’Amboseli) da una guida esperta: grazie a questo abbiamo avuto infinitamente più opportunità di avvistare animali anche a grande distanza o magari semi nascosti ed in più abbiamo imparato tantissimo grazie a tutte le informazioni che il nostro driver ci forniva durante il percorso.

Le piste all’interno dei parchi sono sterrate ma ben segnate e assolutamente praticabili.

Una delle avvertenze che leggerete allo Tsavo e all’Amboseli è di non di avventurarsi al di fuori delle piste segnate e di non scendere dalla macchina. Le ragioni sono evidenti: non si può essere troppo invadenti del loro ambiente (ricordiamoci che non siamo in uno zoo ma in una riserva naturale!) e bisogna pensare alla sicurezza; gli animali possono essere nei paraggi anche se noi non riusciamo a scorgerli.

Il Masai Mara, che a quanto abbiamo capito ha una minore estensione di strade segnate, invece fa eccezione. In molti casi le auto vanno fuoripista così da arrivare a pochi passi dai leoni e addirittura vicino a giraffe ed elefanti. Può sembrare una contraddizione con quanto scritto sopra… ma in realtà osservando l’atteggiamento degli animali, non sembravano affatto infastiditi dalle modalità con cui la nostra guida si avvicinava. Forse negli anni si sono abituati alle auto… non lo sappiamo con precisione, ma la nostra sensazione era quella che ci ignorassero clamorosamente! Anche per questo motivo, non ne facciamo mistero, per noi il parco più incredibile è stato proprio il Maasai Mara.

 

Portate sempre dell’acqua con voi: abbiamo sempre trovato a bordo del fuoristrada delle bottigliette a nostra disposizione… in ogni caso noi avevamo sempre una bottiglia in più, per qualsiasi necessità.

 

Buon safari! Fate tante foto e divertitevi!

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