Islanda

Islanda a Settembre: Itinerario completo

24 Set , 2020  

Visitare l’Islanda a Settembre è stata un’esperienza così carica di emozioni… che abbiamo deciso di riscrivere questo fantastico Paese nella nostra “wish list”!

L’Islanda ha panorami unici nel loro genere, non paragonabili con quelli di altri Paesi nel mondo. Forse solo la Nuova Zelanda, che abbiamo visitato l’anno scorso, contiene al suo interno quel mix di acqua, vento, neve, ghiaccio, lava, cenere e fenomeni geotermali dell'”isola dei ghiacciai”.

Prima di partire

Siamo arrivati il 28 Agosto 2020, nel pieno delle restrizioni imposte dal Governo Islandese a causa del Covid… inclusa la quarantena di 5 giorni tra il tampone fatto all’arrivo e quello ripetuto il 6° giorno.

Per tutte le info sulla registrazione da fare 72h prima e su come si svolgono i test PCR vi rimandiamo al nostro articolo “Quarantena in Islanda“… ricordandovi che quanto riportato era valido alla data in cui abbiamo viaggiato noi e che le regole sono in continuo aggiornamento.

Alla data in cui state leggendo, le condizioni potrebbero essere diverse.

Noleggio auto

Ci siamo affidati ad una famosa società di autonoleggio, la Go Car Rental, che ha predisposto il pick up ed il drop off in un modo che più semplice di così non sarebbe stato possibile!

Il giorno del nostro arrivo, siamo stati avvisati via email che l’auto era parcheggiata di fronte all’Hotel Aurora Star, a pochi metri dall’uscita della sala arrivi dell’aeroporto di Keflavik. Nella email vi erano le foto dell’auto e della targa quindi impossibile sbagliarsi.

Lo scalo è piccolino, quindi siamo usciti velocemente e altrettanto velocemente, a piedi, abbiamo raggiunto il parcheggio dell’Hotel.

L’auto era aperta, le chiavi nel vano portaoggetti insieme al contratto precompilato e da firmare. Abbiamo quindi preso l’auto, verificato che fossero stati riportati i graffi preesistenti sul contratto, l’abbiamo firmato, fotografato e, in serata,  inviato via email alla Società. Tutto qui… si, lo sappiamo… certi livelli di semplicità sono disarmanti! 😉

E per il drop off? Beh, abbiamo riportato l’auto allo stesso parking lot dove l’abbiamo ritirata, riposto contratti in originale e chiavi nel vano portaoggetti… e siano entrati in aeroporto.

Ci sono strade a pagamento in Islanda?

Ce n’è solo una: il passaggio attraverso il tunnel che si trova sulla strada che da Akureyri va verso Husavik o viceversa. Tutte le altre strade, compreso il tunnel che si trova sotto il Hvalfjordur (da Reykjavik salendo verso nord), sono gratuite.

Eravamo consapevoli del tratto a pedaggio dopo Akureyri perchè capita regolarmente che qualche turista passi senza pagare e poi si trovi un conto salato da saldare alla società di autonoleggio… ma al momento del ritiro dell’auto abbiamo trovato comunque anche un cartoncino che ci avvisava dell’esistenza del pedaggio e come provvedere al pagamento qualora avessimo voluto attraversare quel tunnel.

Si, perchè il pagamento va effettuato online presso il sito https://www.tunnel.is max 24 ore prima del passaggio oppure dopo averlo attraversato, entro le 3 ore successive al passaggio.

Il costo di attraversamento, per un’auto è di circa 9€ (1500 isk).

E’ possibile però anche “aggirare” il problema seguendo la strada alternativa (n.83 e 84), molto facile da individuare sul navigatore. Si allunga di circa 15/20 minuti in tutto.

E per quanto riguarda i parcheggi?

Non abbiamo fotografato il cartoncino datoci dalla Go Car Rental, (dove erano menzionate anche le zone in cui i parcheggi sono a pagamento)… ma a memoria, sono a pagamento i parcheggi all’interno del centro di Reykjavik ed Akureyri (le due principali città) e quelli di due o tre attrazioni turistiche.

Noi abbiamo pagato il parcheggio quando siamo arrivati allo Skaftafell (per vedere la cascata Svartifoss) e quello adiacente la cascata Seljalandsfoss. In entrambi i casi, abbiamo inserito la carta di credito ed il pagamento è stato immediatamente registrato (circa 4,5€ per ciascuno dei due).

Cambio valuta, traffico telefonico e carburante

Il cambio tra la Corona Islandese (ISK) e l’Euro è attualmente di circa 165 isk per 1 euro.

All’arrivo abbiamo prelevato 30000 isk (circa 180€) pensando ci servissero almeno per i primi giorni… ed invece sono bastati per tutto il viaggio. Ovunque si paga con carta (VISA o MASTERCARD, meno diffusa AMEX) e davvero non si sente necessità di avere con se del contante.

Durante il periodo del Covid, tra l’altro, tutti \in ISlanda sono incoraggiati ad usare i “soldi di plastica” piuttosto che il cash.

Per quanto riguarda il traffico telefonico ed internet, essendo l’Islanda parte degli accordi di roaming europeo, non vi è stata alcuna necessità per noi di acquistare una scheda locale.

Il costo del carburante, attualmente, è simile a quello italiano: 1 litro di diesel costa circa 205 isk, che equivalgono a circa 1,24€.

Ogni distributore è praticamente self service ed il pagamento è effettuato attraverso carta di credito. La Go Car Rental ci ha anche fornito una “chiavetta elettronica” che scontava 3 isk (circa 2 centesimi di euro) per ogni litro di carburante acquistato presso i distributori della compagnia N1 che sono praticamente dappertutto.

Meteo in Islanda

Il nostro itinerario è stato all’insegna della flessibilità… ed in un paio di casi siamo passati due volte per gli stessi luoghi. Il motivo è che il meteo in Islanda a Settembre è variabile ed estremamente imprevedibile: anche le previsioni a 24 ore possono sbagliare totalmente…

Abbiamo controllato giornalmente il sito ufficiale islandese https://www.vedur.is/ (e anche diverse volte al giorno!) e solo così abbiamo potuto alterare il programma in modo da riuscire a vedere tutto quello che avevamo messo in itinerario senza imbatterci in pioggia, vento e neve in quantità.

Altrettanto fondamentale verificare sempre la condizioni delle strade, soprattutto se si intende fare sterrati o strade di montagna: http://www.road.is/

Un esempio? Avevamo in programma di percorrere la F35 (le strade sterrate che necessitano obbligatoriamente di un 4×4 sono denominate “F roads”) da Akureyri a Hveradalir il nostro primo giorno di viaggio “post quarantena”, ma abbiamo dovuto ripianificare il tragitto alla fine del nostro tour a causa dell’abbondante pioggia (e forse anche neve) che avremmo trovato lungo il percorso.

In un’altro caso, al contrario, dimenticandoci di controllare il meteo in tempo reale, non siamo riusciti a sfuggire ad una tempesta con venti di 30 m/s che ci parzialmente colpiti quando stavamo risalendo dalla Dettifoss verso Husavik lungo la 85 nella penisola di Tjornes.

Abbiamo quindi dovuto spostare al giorno successivo la visita di parte del Diamond Circle.

Alla fine abbiamo dovuto rinunciare solo a una cosa, l’escursione al Landmannalaugar: troppa pioggia e neve… abbiamo sostituito quella tappa anticipando il tour della penisola di Snaefellsness (previsto invece per l’ultimo giorno di viaggio) ed ampliandolo con ulteriori punti di interesse.

Andare in Islanda a Settembre significa però anche avere l’opportunità di vedere l’aurora boreale: ci siamo riusciti per 3 volte, ad Akureyri, vicino ad Hofn e ad Egilsstadir.

Le previsioni della copertura nuvolosa (divisa in nubi basse, medie ed alte) e della probabilità di vederla (in una scala da 1 a 9) sono presenti sempre all’interno dello stesso sito meteorologico islandese (https://en.vedur.is/weather/forecasts/aurora/)

Islanda a Settembre | Giorno 1

Aeroporto di Keflavik – Sandgerdi

Siamo atterrati alle 18.45, quindi non ci siamo diretti subito verso la località della quarantena ma abbiamo passato la prima notte in un cottage vicino all’aeroporto…

Islanda a Settembre | Giorno 2

Sandgerdi – Akureyri

La strada 1 (la più famosa d’Islanda visto che fa un giro completo dell’isola) è comunque così poco trafficata che, nonostante vi sia una sola corsia per senso di marcia, è difficile ipotizzare dei ritardi considerevoli rispetto al calcolo di Google Maps… (sempre che il meteo sia buono!)

Islanda a Settembre | Giorno 3 – 5

Akureyri

La quarantena… che ci voleva! Si, lo sappiamo, sembra che stiamo dicendo un’eresia… ma davvero i giorni di quarantena sono stati una parentesi piaceole e rilassante, che forse ci è servita per prepararci all’intenso “on the road” dei giorni successivi…

Cerchiamo di spiegarci meglio: quando siamo a casa abbiamo un ritmo di vita piuttosto intenso… e quando siamo in viaggio, visto che bramiamo vedere più cose possibili, lo è ancora di più. Questi pochi giorni ci hanno “costretto” a rallentare, ad ambientarci nel nuovo Paese, con il suo mood, il suo ciclo luce-oscurità, ecc. Insomma, ci siamo “depurati” da un po’ di stress prima di andare alla scoperta delle bellezze d’Islanda a Settembre… e questo, ne siamo sicuri, ci ha fatto apprezzare ancora di più ciò che osservavamo…

Per saperne di più sulla nostra quarantena in Islanda, clicca qui

Islanda a Settembre | Giorno 6

Akureyri – Greinivik – Reykjavik Domes

Arrivato il risultato del secondo tampone, ci mettiamo subito in auto, direzione Reykjavik…

Prima di lasciare il territorio di Akureyri, però, facciamo una velocissima scappata a Grenivik (10 minuti scarsi da dove eravamo). Anche in questo caso, strada libera, meteo clemente, arriviamo piuttosto rapidamente a destinazione…

Il nostro primo alloggio ad effetto del viaggio ci aspettava, la bellissima “tenda” marziana del Reykjavik Domes!

Eravamo già stati in un alloggio di questo tipo in Giordania, all’interno del deserto del Wadi Rum… ed anche stavolta è stata un’esperienza sublime…

All’interno della struttura sferica vi sono tutti i comfort possibili ed immaginabili, in pieno stile luxury: bagno provato con doccia, angolo per bollitore e macchina del caffè, frigorifero, aria condizionata e due eleganti torri riscaldanti ai lati del letto, uno per parte così da modulare il calore in base alle preferenze… ed infine una bellissima stufa a legna, che abbiamo adorato!

Per non parlare, poi, della meravigliosa vasca idromassaggio presente proprio davanti, sulla nostra terrazza… un vero e proprio “must” che abbiamo imparato ad apprezzare: non appena la temperatura scende la sera, oppure se la giornata non è delle migliori, entrare in queste “tinozze” di acqua calda ed il più delle volte geotermale è davvero speciale… il calore dell’acqua ha reso addirittura piacevole la pioggerellina fresca che per un paio d’ore è scesa, l’indomani mattina…

Islanda a Settembre | Giorno 7

Reykjavik Domes – Kerid Crater – Geysir e Strokkur – Gulfoss – Dc3 – Skogafoss – Vestmannaeyjar

..pioggerellina che ha lasciato spazio ad un’alternanza di sole e nuvole, non appena abbiamo iniziato il percorso della giornata!

La prima tappa è stato il Kerid Crater, che avevamo sottovalutato… ed invece è stato molto suggestivo da fotografare. Secondo noi è una tappa da fare, anche perchè porta via davvero poco tempo: in 15/20 minuti in tutto si scende all’interno del cratere, si fanno delle foto e si risale…

Il complesso geotermale di Geysir e Strokkur non ha certo bisogno di presentazioni… anche se purtroppo il famoso getto di vapore (Geysir, da cui nasce il termine geyser) a quanto pare è stato “soffocato” dalle innumerevoli pietre gettate al suo interno da decenni di visitatori poco sensibili alla delicatezza della natura… resta bello pimpante Strokkur, che erutta con una certa regolarità: almeno 3/4 volte in una mezz’ora.

Tappa successiva la cascata Gulfoss, una delle più famose e belle d’Islanda, composta da due salti che, se guardati dall’alto, sono posti a 45° rispetto allo scorrere dell’acqua…

Lasciamo per il momento il Cerchio d’Oro e ci dirigiamo verso Vik, per andare a vedere uno degli spot più fotografati d’Islanda: il relitto di un DC3, che negli anni ’40 fece un atterraggio di fortuna non molto distante dalla spiaggia…

La tappa era originariamente prevista per l’indomani nel tardo pomeriggio, ma le previsioni meteo davano pioggia battente in quella fascia oraria… ecco perchè l’abbiamo anticipata di un giorno…

Il relitto è distante circa 3,5 km dalla strada ed avevamo letto che non vi erano indicazioni per lasciare l’auto nel punto giusto per addentrarci a piedi in quella immensa distesa di sassi e detriti vulcanici… invece abbiamo trovato un ampio parcheggio, cartelli con indicazioni della distanza e della direzione da prendere a piedi… e un enorme sentiero che ci avrebbe portati proprio davanti all’aereo.

Evidentemente negli ultimi anni le cose sono un po’ cambiate e non ci stupirebbe sentire che in futuro magari si potrà arrivare li anche in auto, tanto è stato fatto bene e largo il sentiero che oggi è solo pedonale!

Comunque, il cartello avvisa che ci vogliono circa 3/4 ore per andare e tornare… ma noi ci abbiamo impiegato due ore in tutto, foto comprese. Il percorso è dritto, non ci sono pendenze ed anche sufficientemente confortevole per camminare un po’ spediti. Magari prendendosela più comoda ci vorrà una mezz’ora in più, ma non abbiamo capito le 3/4 ore indicate. E per dirla tutta, al ritorno l’abbiamo fatta controvento… e che vento!

Lasciamo la zona del relitto e torniamo indietro verso il porto di Landeyjahofn, dove ci saremmo imbarcati per Vestmannaeyjar, isola in cui avremmo passato la notte. Nel tragitto c’è la splendida cascata di Skogafoss, senza dubbio la nostra preferita tra tutte le più spettacolari cascate d’Islanda…

Skogafoss non è la più potente o quella con la portata d’acqua maggiore… ma è per noi la più fiera e spregiudicata! Eh, si… perchè ti permette di avvicinarti tanto da sentirla ruggire e da farti avvolgere dal suo soffio d’acqua!

E quindi, dopo esserci inzuppati per bene perchè troppo vicini al getto, partenza in traghetto verso una delle località che più abbiamo amato in questo viaggio in Islanda a Settembre… Vestmannaeyjar!

Islanda a Settembre | Giorno 8

Vestmannaeyjar – Seljalandsfoss – Vik

A Vestmannaeyjar abbiamo vissuto una delle esperienze più emozionanti della nostra vita…

Siamo sbarcati sull’isola la sera prima alle 21.30 e ci siamo diretti, stanchi oltre ogni limite, verso il nostro alloggio. Quella sarebbe stata una notte molto particolare…

La favola scritta da Hilmir Högnason, “La piccola pulcinella di mare” , racconta di un fenomeno che capita una volta ogni anno, tra la fine di Agosto ed i primi di Settembre.

Migliaia di piccole pulcinella di mare spiccano il volo per la prima volta e si dirigono verso il mare, cercando la luce della luna. Molti di essi, però, vanno verso le luci dei lampioni della cittadina, smarrendosi tra le vie…

Gli abitanti di Vestmannaeyjar li raccolgono e li mettono all’interno di tante scatole di cartone, che hanno preparato per tempo. L’indomani mattina le auto piene di queste scatole si avvicinano alle spiagge e alla scogliere e le piccole pulcinella di mare vengono aiutate a spiccare il volo verso il mare. E’ un rituale a cui prendono parte molti bambini di Vestmannaeyjar…

Beh, quest’anno… quella fatidica notte è stata proprio la notte in cui eravamo nell’isola…

Vestmannaeyjar è spettacolare e la sua natura vulcanica è immediatamente riconoscibile. Pensate che un quarto dell’isola si è sviluppato recentemente, a seguito dell’eruzione del 1973 che ha portato all’evacuazione di tutti i residenti per 6 mesi.

Ringraziamo la Eyjatours che ci ha portati in giro per l’isola e ci resi partecipi del salvataggio dei piccoli pulcinella di mare… tutte le info le trovate in questo articolo dedicato.

Il pomeriggio rientriamo con il traghetto per proseguire il nostro tour. Uno splendido tramonto ci regala una vista spettacolare della cascata Seljalandsfoss, famosa perchè il sentiero permette di camminare anche dietro il getto d’acqua. Pernottamento a Vik.

Islanda a Settembre | Giorno 9

Vik – Dyrholaey – Reynisfjara – Fjadrargljufur – Svartifoss – Fjallsarion – Jokulsarion – Hofn

Iniziamo la giornata visitando al scogliera di Dyrholaey e la spiaggia nera di Reynisfjara. Considerate almeno 2 ore / 2 ore e mezza per entrambe. La spiaggia nera di Vik, in questi giorni, da il meglio (fotograficamente parlando) verso il tramonto, a patto che vi sia il sole, ovviamente. Purtroppo la sera precedente, al nostro arrivo il cielo si era coperto.

Saliamo verso nord est e visitiamo il Fjadrargljufur (di passaggio) per poi arrivare al Parco Nazionale dello Skaftafell, dove saremmo saliti per vedere la cascata Svartifoss.

Il Parco Nazionale da solo meriterebbe più tempo che una visita veloce…  ma per questa nostra prima volta in Islanda ci siamo “accontentati”. La cascata è distante circa 1,5km dal parcheggio, tutti in salita. Il colpo d’occhio sulla pianura, mentre si percorre il sentiero, è davvero unico.

Proseguiamo quindi per il Fjallsarion e lo Jokulsarion. Il primo è un ghiacciaio con annesso lago glaciale ed il secondo un ghiacciaio con annessa una enorme laguna glaciale che comunica con il mare. Bello il primo, meraviglioso il secondo! La distanza tra i due è di circa 10 minuti di auto.

L’uscita in gommone tra gli iceberg della laguna ghiacciata dello Jokulsarion è stata memorabile…

In tutto è durata circa un’ora e ci è stata fornita l’attrezzatura di sicurezza: tuta termica e salvagente. Indispensabile (anche a Settembre!) avere con sè cappellino, guanti ed occhiali da sole.

Raggiungiamo quindi Hofn per la notte.

Islanda a Settembre | Giorno 10

Hofn – Stokkness – Seydisfjordur – Gufufoss – Egilsstadir

Prima tappa del mattino è la suggestiva formazione rocciosa dello Stokkness… resa ancora più misteriosa e simile alla “terra di Mordor” (ricordate il Signore degli Anelli?) da una cupa nuvola bassa che la avvolge…

Proseguiamo quindi verso nord , seguendo la Road 1 che in questo tratto è una strada costiera panoramica…

Bella. selvaggia, imprevedibile… come la pioggia che arriva e ci accompagna fino ai fiordi dell’Est ed i cigni che, quasi a sfidare il meteo, sembra quasi che si siano dati appuntamento nell piccole lagune che ogni tanto si formano lungo la costa!

Mai visti tanti esemplari tutti insieme… una meraviglia…

Ad un certo punto, per evitare di finire a fare lo stesso percorso della insistente perturbazione, abbiamo certato di “anticiparla” seguendo la 95 verso Egilsstadir invece che proseguire con la costiera… e, fortunatamente, abbiamo scelto bene.

Le formazioni nuvolose tendono a rallentare nel loro percorso quando arrivano sulla costa sud e sud-est perchè viaggiano abbastanza basse e vengono ostacolate dalle montagne che, pur non essendo molto alte, sono comunque sufficienti a “complicarne” lo scorrere verso nord / nord-est.

In fondo, studiare il movimento delle nuvole per capire quante chances avevamo ogni giorno per l’aurora boreale è servito anche a questo…

Arriviamo ad Egilsstadir, dove avremmo passato la notte, in tempo per salire a quota neve e poi scendere verso Seydisfjordur.

Il paesino è famoso per la strada arcobaleno e per una certa quantità di casette colorate. Carino per fare una sosta e rilassarsi un po’… ed ancora più carina è la cascata Gufufoss che è situata proprio per strada.

Rientriamo nel pomeriggio ad Egilsstadir proprio quando la perturbazione, sfondate le difese montuose, stava per imbattersi nella vallata… e lo ha fatto con una tale potenza che sembrava portarsi via il cottage con noi dentro!

Ma, come dice il proverbio… “più forte è la tempesta, prima arriva il sereno” (…che, non lo conoscete? 😉 …alla fine il cielo si apre e ci regala una meravigliosa aurora boreale!

Andiamo a nanna con un sorriso a 64 denti, increduli e storditi dalla magia delle luci del nord…

Islanda a Settembre | Giorno 11

Egilsstadir – Stuðlagil Canyon – Dettifoss e Selfoss – Hljóðaklettar – Einishus Cottages

La giornata parte abbastanza presto al mattino, perchè vogliamo provare ad “inglobare” parte delle tappe dell’indomani sul lago Myvatn, molto vicine a dove saremmo andati a dormire per la notte…

Per prima cosa andiamo a visitare lo Stuðlagil Canyon con le sue caratteristiche pareti rocciose. Molto bello il sentiero che porta fino a giù…

Ripartiamo quindi con direzione Dettifoss, la più impressionante cascata d’Islanda per la potenza espressa dal suo getto d’acqua.

Un luogo molto “ruvido”, un deserto di rocce… tanto che in una giornata grigia come quella in cui l’abbiamo visitato, mette i brividi. Ma è anche questa la sua originale bellezza…

Dallo Stuðlagil Canyon abbiamo deciso di seguire la strada ad Ovest rispetto al corso d’acqua che prosegue dopo la cascata. C’è chi invece ha scelto il versante ad Est… a nostro parere la parte occidentale offre migliori opportunità fotografiche.

A pochi km da Dettifoss c’è una zona davvero “giurassica”: le conformazioni di lava di Hljóðaklettar, chiamate anche “scogliere mormoranti”.

Incredibile il sentierino che conduce attraverso le onde rocciose… non immaginiamo neanche che “inferno” di fuoco e magma deve essere stato quando la lava ha creato queste formazioni che contengono dei disegni geometrici stupefacenti…

 

Proseguiamo ancora verso nord per raggiungere l’Asbyrgi Canyon. Un luogo che avremmo ammirato con piacere… se intanto non fosse arrivata un’altra potente perturbazione che ha buttato giù tanta di quell’acqua e ha mosso tanto di quel vento da non poter uscire dall’auto…

Decidiamo quindi di proseguire verso il nostro alloggio per la notte… e non prestiamo troppa attenzione alla strada indicata dal caro amico Google Maps. Ecco… questa piccola “disattenzione”, unita al fatto di non aver guardato il meteo in tempo reale, ci ha regalato uno splendido percorso lungo la scogliera della penisola di Tjornes… accompagnati da raffiche di vento che sembravano sollevarci dalla strada da un momento all’altro!

Per fortuna non è successo nulla, solo “coreografia”… ma abbiamo capito ben chiaramente che qui con il vento non si scherza… e se c’è un’allerta meteo per vento forte è molto saggio considerarla con attenzione…

Passata la “strizza”, arriviamo nel nostro splendido cottage per la notte…

L’Einishus Cottages è una splendida struttura con cottages di varie dimensioni, tutti con una meravigliosa vasca esterna… e barbecue, furbamente custodito nel piccolo ripostiglio proprio a fianco della vasca…

Le ampie vetrate offrono anche in questo caso una vista straordinaria sulle colline e su una splendida cascata che scorre proprio davanti.

Tutto sommato siamo arrivati prima di quanto previsto, così ci siamo concessi “bagnetto e cenetta”, scaricando così la tensione dell’ultimo pezzo di tragitto in auto…

Abbiamo sperato fino all’ultimo che si aprisse un pochino il cielo per l’aurora ma, questa volta, siamo “crollati” intorno alle 22.00… e chi lo sa se più tardi, qualora svegli, l’avremmo vista… mah… ogni tanto, comunque, serve anche dormire… 😉

Islanda a Settembre | Giorno 12

Einishus Cottages – Hverir – Gjotagja – Hverfell – Godafoss – Christmas House – Skagafjordur

…e per fortuna che abbiamo riposato bene la notte! Ci aspettava una giornata fitta fitta di cose da vedere..

Partiamo dall’Einishus Cottages e ci dirigiamo verso sud, al lago Myvatn. La temperatura dell’aria è davvero pungente e, quando arriviamo alla zona geotermale dello Hverir il caldo vapore sprigionato dai molteplici soffioni è un autentico ristoro per le nostre mani e gambe congelate!

Impressionante la pressione (scusate la cacofonia!) con cui questi getti caldi escono dal sottosuolo… ed altrettanto impressionante la fitta nebbiolina che continua ad ondeggiare tra i diversi punti di interesse, facendoci scomparire di colpo alla vista e riapparire al primo cambio di direzione del vento…

Proseguiamo verso la grotta Gjotagja, incastonata in una fenditura nel suolo che corre longitudinalmente, che riflette i colori azzurri dell’acqua in essa contenuta…

…ed infine ci dirigiamo verso l’Hverfell, un vulcano che è possibile “scalare” fino alla sommità…

Questa zona, in pochi km, offre davvero moltissimo e trasporta i visitatori in un’epoca lontana, quando la terra era così irrequita da stravolgere il paesaggio ad ogni sussulto…

Il panorama dallo Hverfell è unico e colpisce la sensazione che si ha camminando lungo le sue pendici: il terreno è “soffice”, i lapilli e le ceneri non sono ancora state sufficientemente compattate dal tempo e ciò fa percepire molto bene il rischio di “franare” giù per il pendio se si esce dal sentiero segnato…

Cambiamo completamente scenario raggiungendo la Cascata degli Dei, Godafoss. Non è quella più potente ma è di sicuro una tra le più “fotogeniche” perchè compone un ferro di cavallo molto bello da osservare, soprattutto arrivando a pelo d’acqua…

Da lì, ci siamo poi diretti vero il Christmas House, un negozio di oggetti e decorazioni natalizie molto particolare…

E’ uni di quei luoghi che non hanno nulla a che vedere con le bellezze naturalistiche d’Islanda, ma che ci fanno ritornare bambini e ci concedono qualche minuto di ingenua spensieratezza… tanta è la magia del Natale!

Concludiamo la giornata raggiungendo lo Skagafjordur, dove avremmo passato la nottata…

Islanda a Settembre | Giorno 13

Skagafjordur – Hveradalir – Vik

Manca poco alla fine del nostro viaggio in Islanda a Settembre…. e siamo pronti per i “botti” finali…

L’intera giornata l’avremmo passata seguendo la F35, una strada sterrata che taglia in due la parte occidentale dell’isola, sbucando fuori nella zona geotermale di Geysir.

Da li poi saremmo ritornati a Vik, base di partenza, l’indomani, per un’escursione al Landmannalaugar… ma andiamo per gradi: la prima tappa era Hveradalir, forse il posto più atteso di tutto il viaggio, di cui avevamo aspettative molto alte!

E’ praticamente a metà percorso e si raggiunge salendo nel massiccio montuoso del Kerlingarfjöll attraverso al F347, che finisce proprio davanti l’area geotermica.

Siamo rimasti incantati da questo posto: ghiaccio, colline sulfuree, soffioni, torrenti caldi, sentieri surreali, le cui scalette in legno ti fanno immaginare quanto lo puoi girare in lungo e in largo (ed in sicurezza) nonostante la sua apparente inospitalità!

E i colori? Quante sfumature diverse… ogni scorcio sembrava dipinto da una mano invisibile…

Si, le nostre aspettative sono state ampiamente superate e, davvero, è stata la tappa più suggestiva di tutto il viaggio.

Facciamo un percorso ad anello della durata di circa un’ora e mezza e ritorniamo al parcheggio… giusto in tempo per scampare una poderosa nevicata che iniziava proprio mentre ci accingevamo a scendere per il sentiero con la nostra instancabile Dacia Duster…

Direzione Vik, verso il nostro alloggio per la notte situato proprio davanti alla celeberrima Spiaggia Nera… il Black Beach Suites

Entriamo nella lussuosa hall e restiamo a bocca aperta: gli arredi sono eleganti e con quel vago stile industrial chic che ci piace così tanto…

Per non parlare della suite… con una vetrata ampia sulla spiaggia…

Per certo è stato uno degli alloggi con la dotazione più completa di comfort, nonostante le sue linee discrete e a volte quasi minimal…

La posizione, comunque, è il punto di estrema forza di questo lussuoso complesso: davanti a noi solo natura, sabbia nera e mare…

E dopo una cenetta romantica fatta “in suite”, ci siamo dedicati al programma dell’indomani, dovendo ahimè abbandonare l’idea dell’escursione al Landmannalaugar, che sarebbe stato attraversato da una persistente bufera di neve…

Abbiamo atteso fino all’ultimo per vedere se cambiava qualcosa nelle previsioni ma, questa volta, l’imprevedibilissimo meteo islandese è stato fedele alle proiezioni…

Cambio di rotta, quindi, e puntiamo alla penisola di Snaefellsness, che avremmo visitato l’ultimo giorno di viaggio e che invece abbiamo anticipato all’indomani, aumentando i punti di interesse da visitare.

Islanda a Settembre | Giorno 14

Vik – Penisola di Snaefellsness (Ytri Tunga – Búðakirkja – Arnarstapi – Londrangar View Point – Svortuloft Lighthouse – Skarðsvík Beach – Ingjaldsholl – Kirkjufellsfoss) – Panorama Glass West

Partiamo al mattino presto e iniziamo il nostro percorso nella penisola di Snaefellsness…

Mai avremmo immaginato di restare strabiliati dalla bellezza di questo lembo di terra: mentre la attraversavamo abbiamo fatto entrambi la considerazione che, in fondo, nonostante due settimane “on the road”, dell’Islanda avevamo visto comunque molto poco!

Prima tappa la baia di Ytri Tunga dove ci siamo potuti avvicinare ad un gruppo di foche spaparanzate sulle rocce…

 

…meta successiva la famosissima chiesa nera di Budir (Búðakirkja), per le immancabili foto in questo luogo super gettonato. Che la chiesetta sia particolarmente fotogenica, comunque, non si discute…

E facciamo sosta infine ad Arnarstapi, ai piedi di una statua in pietra raffigurante Bárður, un essere mezzo uomo e mezzo mostro, appartenente alla mitologia del luogo…

Vi ricordate Mordiroccia, del film “La Storia Infinita”? Quel personaggio che era una montagna che sgranocchiava pezzi di roccia? Ecco, stargli sotto ce lo ha ricordato, senza che vi sia una così evidente somiglianza… 😉

Proseguiamo verso ovest fino ad arrivare al Londrangar View Point, che offre una vita spettacolare sulla scogliera…

…quindi allo Svortuloft Lighthouse, che è collocato in una zona anch’essa unica nel suo genere. Una pioggia di rocce vulcaniche, caduta chissà quanto tempo fa, ha reso il territorio intorno al faro un ambiente surreale. Il colpo d’occhio sulla scogliera è altrettanto mozzafiato…

Ritornando sulla via principale, ci fermiamo alla Skarðsvík Beach, un piccolo gioiellino incastrato tra le scogliere, con una sabbia oro e nera mai vista finora…

e, prima di raggiungere l’ultima tappa prevista nella penisola, facciamo alcuni scatti presso la chiesa di Ingjaldsholl.

Eravamo davvero entusiasti della giornata, quasi “sazi” per le tante bellezze che abbiamo avuto l’opportunità di visitare… che stavamo per dimenticarci che il “pezzo forte” doveva ancora arrivare…

Ci riferiamo alla cascata Kirkjufellsfoss e agli incredibili paesaggi che da li si possono ammirare…

Che luogo incredibile… e quando pensavamo di poter andare, è “esploso” un enorme arcobaleno colorato in lontananza, quasi ad uscire dalla cima di una montagna… una cosa mai vista…

Tutto il percorso rimanente, da Kirkjufellsfoss fino all’alloggio della nostra ultima notte in Islanda, ci ha regalato scorci incantevoli…

…e così, con gli occhi ancora abbagliati da tanta meraviglia, arriviamo al Panorama Glass Lodge, dove siamo rimasti con la bocca spalancata per alcuni minuti… sorpresi dall’eleganza e dallo charme di questa splendida casetta di legno e vetro…

Ma è l’indomani mattina che avremmo apprezzato ancora di più l’esclusività del nostro alloggio… eravamo praticamente sul fiordo… nel senso che grazie alle pareti ed al tetto in vetro, ci è sembrato che il lettone fosse direttamente collocato sul prato davanti alla baia!

Per fortuna avevamo visto la penisola di Snaefellsness il giorno prima… così ci siamo potuti concedere un risveglio un po’ più lento, bagnetto in tinozza compreso!

E’ stato spettacolare e sappiamo che le nuove Panorama Glass a Sud, nei pressi di Hella, sono inserite in un contesto naturalistico ancora più suggestivo…

E’ evidente in questa struttura, la cura maniacale dei dettagli e la predisposizione ad accogliere anche la clientela più esigente…

Islanda a Settembre | Giorno 15

Panorama Glass West – Reykjavik – Penisola di Kerflavik (Krysuvik – Krisuvikurberg Cliffs – Bridge between Continents) – Aeroporto di Keflavik

Ultimo giorno… anzi, poche ore prima di prendere l’aereo per rientrare… ed ancora una volta l’Islanda ci stupisce…

Arriviamo nella penisola di Keflavik e passiamo vicino un’altra area geotermica, Krysuvik, ed arriviamo alle impressionanti scogliere Krisuvikurberg Cliffs

Infine, arriviamo in un punto dove la placca tettonica Americana di tanto in tanto “tocca” quella Euroasiatica… scherzi a parte, è il luogo dove è visibile la “linea di faglia” tra le due placche continentali, con un ponte (chiamato appunto “Bridge between Continents“) che la attraversa…

E’ l’ultima tappa di un viaggio incredibile e stupefacente… una terra che sapevamo essere affascinante, ma non immaginavamo lo fosse così tanto…

…ed è per questo, cara Islanda, che non ti diciamo “addio” ma solo “arrivederci”… anzi, “a presto”!

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2 Commenti

  1. Giuseppina ha detto:

    Grazie, resoconto bellissimo corredato da foto esaustive. Ma, se non sono indiscreta, che budget serve per questo viaggio per due persone? Più o meno naturalmente…grazie!

    • HerbaPatiStyle ha detto:

      Ciao dipende tanto da quali alloggi si scelgono e da quanto prima si prenota. Abbiamo notato che più ci si avvicinava alla data piu i prezzi salivano.
      Per i voli abbiamo trovato un’ottima offerta con wizzair con diretto da Milano sulle 50 a testa andata e ritorno.

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