Cappadocia, Turchia

Cappadocia! Fuori dalle solite rotte, con la Turkish Heritage Travel!

8 Nov , 2016  

Il secondo giorno in Cappadocia doveva essere all’insegna della storia e della cultura (piuttosto che della natura e dei paesaggi)… ma in realtà, agli occhi del viaggiatore, in questo luogo incantato gli elementi storico-culturali e quelli naturalistici si intrecciano incessantemente fino a formare un “corpo unico”…

Ecco quindi che, dopo la prima giornata tra i Camini delle Fate di ogni forma e altezza, siamo prontissimi per scoprire alcuni tra i siti di rilievo della storia di questa regione.

Solitamente (ormai lo sapete!) amiamo muoverci in autonomia, senza guide e senza appoggiarci ad agenzie, ma credeteci quando vi diciamo che in questo territorio non si può che aver vantaggi dall’essere accompagnati da una persona competente ed estremamente preparata come la guida messaci a disposizione dalla Turkish Heritage Travel.
Grazie alla capacità descrittiva di Baris (la nostra guida per entrambi i giorni) e all’organizzazione impeccabile della Turkish Heritage Travel, siamo riusciti ad ottimizzare in modo perfetto i tempi di visita e, al tempo stesso, vivere con più intensità ogni singolo aspetto del tour!

Ma veniamo al programma della seconda giornata… il tour si chiama: “Cappadocia Inesplorata”:

  • Pick up  hotel alle 09:45
  • Visita al Mustafapasa (Sinassos) Village
  • Visita al Keslik Monastero
  • Trekking nella Soganli Valley
  • Pranzo nella Soganli Valley
  • Visita alla città sotterranea di Derinkuyu

Puntualissimi, ci vengono a prendere in Hotel dove eravamo rientrati da poco dopo uno spettacolare giro in mongolfiera (indimenticabile!)…

La prima tappa è stata la fiorente città di Mustafapass, o Sinassos, come viene chiamata ancora dai greci li residenti. In greco, Sinassos significa “città del sole”.

Distante solo 5 Km da Urgup, questa cittadina offre tanto… da apprezzare ad esempio la bellissima Università “Şakir Pasa Medrese” di epoca Ottomana e  un’antico minareto, “Camii Kefir” .

Una piccola curiosità? Una delle colonne che troverete all’entrata dell’università… gira su se stessa! E’ ancorata nella sua sede ma si può girare con le mani…

Forse il monumento più famoso e conosciuto è la chiesa di Costantino ed Elena, uno dei più importanti monumenti della città. E ‘ dedicata a Costantino il Grande e alla sua imperatrice, Helena. Gli affreschi risalgono al 1895 e sono state realizzati da un artista greco, Kostis Meletyades, che erano stato addestrato a Venezia.

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A Mustafapass non possono che colpire i negozi ricavati all’interno di antiche abitazioni…

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Era ora di lasciare questo grazioso villaggio perché ci aspettava la nostra seconda tappa…. IL bellissimo “Keşlik Monastery“.

Il monastero fu costruito in pietra di tufo vulcanico e utilizzato in epoca bizantina fino alla fine dell’impero ottomano nel 1920. Scavata nel 13 ° secolo, il monastero di Keslik, noto anche come il Monastero degli Arcangeli, ha conservato due chiese ed il refettorio.

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Purtroppo gli affreschi sono state anneriti dal fumo nel corso dei secoli e, in alcuni casi, sono difficili da distinguere. Il refettorio, una sala enorme che potrebbe ospitare 100 persone, è diviso in due spazi da dei portici.

Scavata nella roccia nel 9° secolo, la chiesa di Santo Stefano si trova a 50 metri dal monastero…

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Entrare in questa chiesa e perdersi al suo interno ammirando gli affreschi che ancora oggi decorano le pareti fino al soffitto è stata una esperienza straordinaria… purtroppo però era il momento di salutare questo “gioiellino” per proseguire verso la valle di Songali.

Distante circa 32 km dal villaggio di Sinassos, questa vallata presenta bellezze e scenari incredibili…

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Lo sapevate che in questi luoghi sono molto famose le “piccionaie”?

I monaci infatti scavavano anche delle “stanze”, di cui dipingevano le facciate di bianco, per attirare al loro interno i piccioni. Nel tempo queste stanze si riempivano di escrementi, da sempre usati come ottimo fertilizzante da utilizzare per i campi di vite… e la Cappadocia infatti è famosissima per la produzione di vini di un certo pregio…

E la storia delle bambole tipiche della zona?

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Da anni le donne locali si dedicano alla realizzazione di queste bambole di pezza, decorate con vestiti sgargianti e motivi geometrici…

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Le potete trovare sedute per terra mentre, con passione, costruiscono bambole di diverse grandezze…

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Una storia popolare circa l’origine della bambola racconta di una madre che perse il suo bambino e, per alleviare il suo dolore, costruì una bambola di pezza da cullare tra le braccia al posto del figlio… Tuttavia, la vera storia della bambola non è così drammatica: è iniziata 50 anni fa, quando una donna del posto, Hanife, realizzò una bambola per sua nipote, Döndü. Mentre Döndü andava a scuola, incontrò alcuni viaggiatori che apprezzarono la bambola di pezza fatta a mano e con tanta insistenza cercarono di acquistarla. Questo fatto diede alle donne del villaggio l’idea di rendere tali bambole di pezza belle e curate per poterle vendere ai viaggiatori di passaggio…

Naturalmente non potevo farmi scappare questo bellissimo oggetto e anche io mi sono portata a casa una splendida bambola… 😉

Era giunto ormai il momento del pranzo e, a 30 metri dalla vendita delle bambole, si trovava il ristorantino dove avremmo pranzato…

Ecco uno degli aspetti che più ho amato delle varie escursioni con la Heritage: quei momenti informali dove ci si siede a tavola tutti insieme e si viene costantemente coccolati con piatti tradizionali appena fatti dalle persone del luogo.

Niente ristoranti “super branded” bensì ristorantini locali, tipici, gestiti da nuclei familiari che letteralmente ti aprono le porte di casa per farti gustare i cibi tradizionali… a volte realizzati addirittura con quegli antichi utensili che, tramandati di generazione in generazione, sono una componente importante della cultura della Cappadocia…

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Dopo esserci “leccati i baffi” con tante delizie era il momento di andare alla scoperta della seconda città sotterranea della zona, Derinkuyu, distante circa 40 km da Nevsehir.

La regione contiene numerose città storiche sotterranee che sono state per anni utilizzate come nascondiglio dai primi Cristiani…

Derinkuyu significa “pozzo profondo”… ed infatti è quella sviluppata più in profondità: studiando la sua conformazione sono stati trovati pozzi di ventilazione, sale comuni, stanze arsenali, tombe e percorsi di fuga…  Addirittura al suo interno sono state trovate pietre molto grandi che sembravano essere utilizzate come porte invalicabili… forse addirittura per “blindare” la stessa città. Un mistero resta però il modo con cui sono state trasportate all’interno, visto le dimensioni e la pesantezza…

Alcuni studi hanno stimato che poteva ospitare al suo interno più di 10000 persone!

La nostra guida prima di entrare ci ha suggerito qualche accorgimento..

  1. Per chi soffre di claustrofobia meglio non entrare… infatti, nonostante i percorsi siano ben ventilati, ti rendi subito conto di essere sottoterra e dal secondo piano sotterraneo non c”e la possibilità di tornare indietro per la stessa strada: si può solo andare avanti in quanto è presente solo un’unica via d’uscita.
  2. Portare con sé un paio di occhiali da sole perchè lo sbalzo di luce dal chiuso all’aperto può dar parecchio fastidio agli occhi.

Come descrivere questa esperienza?

Unica e incredibile!

Il nostro tour purtroppo è volto al termine… ma la voglia di tornare in questa terra è realmente fortissima…

Grazie ancora alla Heritage per le meravigliose avventure che ci ha fatto vivere… nell’arco di soli due giorni!

 

 

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2 Commenti

  1. Roberta ha detto:

    Sogno la Cappadocia da tempo, ma non conoscevo Derinkuyu: impressionante che nei pozzi potessero starci 10000 persone. Non credo che avrei il coraggio di entrare 🙂

    • HerbaPatiStyle ha detto:

      Si anche noi siamo resatti completamente stupiti e soprattutto ci siamo innamorati follemente di tutta la Cappadocia:)

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